Sei in:  Blog

Blog

Manovra correttiva, Assessore Rossi: "Governo incerto ed inaffidabile mette a rischio il paese"

UE continua i richiami, Bankitalia preoccupata, Regioni e Autonomie locali soffocate

31/08/2011 - Il federalismo fiscale regionale pressoché azzerato dalla Manovra;  la necessità di rimodulare i pesantissimi tagli alle Regioni (60 miliardi complessivi  in 4 anni) che penalizzano soprattutto i cittadini;  la revisione del Patto di stabilità interno per differenziare spese per politiche attive e investimenti da quelle improduttive. Con il permanere dei tagli ai trasferimenti, non vi sono sufficienti risorse da fiscalizzare nel bilancio dello Stato. Quindi per le Regioni il federalismo fiscale, che significa soprattutto trasformare in aliquote i trasferimenti nazionali, non può partire. Inoltre, l’appesantimento del Patto di stabilità, i cui obiettivi previsti dalla Finanziaria di agosto si sommano a quelli delle precedenti, rischia di paralizzare gli interventi delle Regioni senza distinzione fra livelli di spesa e virtuosità. In conclusione, le Regioni hanno proposto una diversa distribuzione dei carichi della manovra, anche attraverso l’utilizzo di risorse già accantonate in Finanziaria. Sul versante della sanità, abbiamo sottolineato la gravità dei tagli previsti per questi anni: riduzioni da modificare  assolutamente, altrimenti diventerà necessaria una revisione dei Livelli essenziali di assistenza perché una parte di essi sarebbe senza copertura. Facciamo un po’ di conti. Se lo Stato avesse la stessa percentuale di tagli che subisce, per esempio, Regione Lombardia attraverso le manovre finanziarie, dovrebbe ridurre le proprie spese di 130 miliardi di euro. Sarebbero tagli insostenibili, come lo sono per la Lombardia e le altre Regioni. Per calcolare l’entità delle manovre parto dai dati contenuti nella Relazione della Ragioneria Generale ai decreti: nelle tre manovre la somma dei tagli ai trasferimenti e al patto di stabilità complessivamente ammonta a 104,75 miliardi di cui 25,5 a carico dello STATO (24,34%); 60,45 a carico delle REGIONI (57,7%); 4,1 a carico delle PROVINCE (3,91%); 14,7 a carico dei COMUNI (14,03%). Se si pensa che le Regioni gestiscono meno del 20% della spesa pubblica, risulta chiaro che sulle Regioni si scarica un peso triplo del dovuto, compromettendo la possibilità di erogare servizi fondamentali.

La fotogallery necessita di JavaScript e Flash Player. Scarica Flash qui .

Prendere Nota: Tutti i commenti ricevuti saranno verificati dai nostri collaboratori in modo che ogni commento offensivo o non congruente con quanto discusso in questo sito non possa essere pubblicato. I commenti saranno pubblicati solo dopo l'approvazione.
 
HOME PAGE   |   NEWSLETTER   |   SCRIVI A GIANLUCA
© COPYRIGHT 2009-2010 - ROSSIGIANLUCA.IT - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI.