Sei in:  Blog

Blog

Terni area di crisi complessa

Intervento conclusivo dell'Assessore Rossi agli Stati generali della città di Terni

14/06/2011 - Grazie al Sindaco per aver convocato un appuntamento di questa importanza.

Thyssen Krupp
Le recenti decisioni della multinazionalerelative allo scorporo dell’unità di business relativa alla produzione di acciaio inossidabile coinvolgono oltre 35.000 dipendenti, ed unità produttive in Europa, Brasile, Stati Uniti, che complessivamente fatturano oltre 10 miliardi di euro con un valore stimato dei complessi aziendali non inferiore a 6 miliardi di euro. Lo stabilimento di Terni, sia per le particolari condizioni tecnico organizzative che lo caratterizzano sia per il suo posizionamento geografico, può vantare elevate condizioni di competitività a partire dal livello tecnologico degli impianti e dall’elevato livello di integrazione delle produzioni, che vanno dal trattamento del rottame ferroso alle lavorazioni a valle dei materiali prodotti. La multinazionale ha ribadito che l’operazione di scorporo può avere esiti che, nei prossimi 12 mesi,  prefigurano 3 diversi scenari:

  1. L’ingresso di un  partner del settore nel capitale della costituenda New.co;
  2. La quotazione sui mercati azionari;
  3. La cessione di tutti o parte degli stabilimenti a operatori del settore.
E’ evidente che lo scenario con maggiori probabilità di verificarsi è quello relativo alla cessione ad operatori del settore, condizione questa che, per la portata dell’operazione e nonostante le dichiarazioni dell’azienda sulla massima attenzione alla salvaguardia delle attività produttive e dei livelli occupazionali, richiede:
  • L’interessamento, presa in carico e monitoraggio diretto del Governo direttamente attraverso la Presidenza del consiglio dei ministri (bene l’incontro Letta – Marini dell’8 giugno);
  • La valutazione di tutti gli aspetti che sono suscettibili di intervento diretto dell’Unione Europa con particolare riferimento al quadro giuridico in tema di concorrenza e concentrazioni industriali  e produtti.
 Polo Chimico
Anche le articolate vicende delle imprese localizzate nel Polo Chimico richiedono una strategia di diplomazia economica e di politica industriale. La decisione delle Lyondell Basell  (ca. 120 dipendenti) di cessare la produzione di polipropilene, che rappresenta la materia prima utilizzata dalle altre imprese del Polo, e l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria ai sensi del D.lgs 270/99 per le aziende del gruppo Meraklon (circa 250 dipendenti)  testimoniano delle difficoltà  di un modello industriale di tipo tradizionale nei settori di base. Tuttavia il progetto di Novamont Spa di rilevare l’impianto della Basell attraverso una New.co, per il quale nello scorso mese di aprile è stata formalizzata  un’offerta di acquisizione, e di integrare, in un nuovo progetto di sviluppo industriale incentrato sulle produzioni della chimica sostenibile, anche le altre aziende del Polo (Meraklon) o quelle già presenti nella New.co (Treofan 200 dipendenti), può rappresentare un paradigma di sperimentazione, innovazione e rilancio produttivo non solo per l’area ma per l’intera industria chimica nazionale. Esistono in estrema sintesi le condizioni per costruire un programma di sviluppo produttivo nei settori dell’industria di base che possa trovare un’adeguata cornice istituzionale e programmatica, rappresentata dall’aggiornamento del Patto di Territorio (Protocollo di intesa per favorire lo Sviluppo del territorio di Terni-Narni) sottoscritto il 4 agosto 2005 e che appare assolutamente coerente anche con le vicende riguardanti la TK. Non si tratta ovviamente di un passaggio formale ne tantomeno rituale; ma della necessità, come in ogni momento decisivo del sistema produttivo ternano e come previsto per altre realtà territoriali (Porto Marghera e Porto Torres), di uno strumento normativo o legislativo adeguato alla dimensione produttiva e occupazionale in gioco e che faccia di “Terni un’area di crisi complessa”.  

Il Patto di Territorio  
Il protocollo prendeva le mosse dalla chiusura del reparto del “magnetico” della Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni per avviare una politica di intervento sul territorio fondata  su:
  1. lo sviluppo delle attività di ricerca avanzata, di diffusione dell’innovazione e di formazione;
  2. la qualificazione e l’ampliamento del sistema infrastrutturale e logistico;
  3. il potenziamento dell’approvvigionamento energetico;
  4. la disponibilità di agevolazioni per la promozione dello sviluppo industriale.
A distanza di oltre cinque anni si deve prendere atto che la TK ha onorato gli impegni assunti ed anzi ha incrementato sia il livello degli investimenti previsti, sia i livelli occupazionali rispetto al 2005. Per quanto riguarda gli impegni assunti dalle istituzioni  Regione, MISE e MUR hanno cooperato per la realizzazione in Umbria del Distretto Tecnologico e l’avvio di attività strutturate di sostegno alla ricerca ed innovazione anche grazie allo stanziamento di 50 milioni di euro di cui 25 di parte nazionale 25 di parte regionale. Diversa la situazione per quanto riguarda gli altri temi del protocollo su cui in sintesi  va segnalato tra l'altro:
  • il ritardo nell’attuazione degli impegni relativi al potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie convergenti sul Porto di Civitavecchia;
  •  il superamento della prospettiva di realizzare una centrale termoelettrica  funzionale ai fabbisogni energetici della Thyssen Krupp, dal momento che altre sono state le scelte in tema di approvvigionamento energetico;
  • L’evoluzione della normativa relativa agli aiuti di stato, cha escluso in Umbria la grande impresa dal novero dei soggetti ammissibili agli aiuti agli investimenti a partire dal 2007,  ed in ogni caso gli incentivi di cui alla legge 181/89 sono bloccati per esaurimento delle risorse nazionali disponibili.
L’articolo 11 del Protocollo prevede la possibilità di aggiornamento e revisione. L’aggiornamento della  cornice giuridica e programmatica è funzionale alla visione dello sviluppo dell’area e dell’intera Umbria nell’ambito di una politica industriale che individua obiettivi di crescita condivisi, politiche adeguate, strumenti e risorse finanziarie. Il nuovo protocollo deve quindi collocarsi in un ambito in cui  la responsabilità del governo, degli enti e istituzioni nazionali e locali si collochi strategicamente su un obiettivo chiaramente definito: lo sviluppo ed il consolidamento nell’area di  leadership tecnologiche e produttive sui driver dei materiali e delle tecnologie innovative, della chimica verde e delle energie rinnovabili.   In questo ambito si possono individuare in via preliminare “quattro macro assi” d’intervento intorno a cui avviare il percorso di aggiornamento del Patto ed orientare le scelte di politica industriale: 1)    Supportare il processo di sviluppo e diversificazione dell’industria di base sui nuovi driver dello sviluppo; 2)    Potenziare il sistema di ricerca, sviluppo ed innovazione in modo coerente   con la vocazione industriale dell’area; 3)    Infrastrutturare il territorio in coerenza con i fabbisogni del sistema produttivo individuando poche importanti  priorità su cui intervenire; 4)    Sviluppare e qualificare  il capitale umano.    Progetto chiave 1: Supportare il processo di sviluppo e diversificazione dell’industria di base sui nuovi driver dello sviluppo. Può essere articolato in almeno due aree d’attuazione dal punto di vista industriale:
  • la reindustrializzazione del polo chimico ternano intorno alle centralità della chimica verde attraverso un accordo di programma con il governo nazionale che dovrebbe rappresentare la premessa e non l’esito dell’intera vicenda. In termini schematici la questione può essere collocata nel contesto dell’art. 2 della legge 99/09 (legge sviluppo):
1)    sostegno delle attività di R&S nello specifico settore della chimica verde e sostenibile; 2)     incentivazione degli investimenti a finalità ambientale e per il risparmio energetico; 3)    attivazione di strumenti privati (Fondo Italiano Investimenti) e pubblici, in funzione della dimensione, del rafforzamento della capitalizzazione e l’accesso al credito delle imprese; 4)    adeguamento della dotazione infrastrutturale disponibile per favorire l’insediamento di nuove iniziative produttive. Ipotetica  disponibilità di risorse di parte regionale:  10.000.000 di euro. da 3 a 6 milioni riferibili alla disponibilità presso MUR derivanti da economie sull’attuazione dei bandi del DTU di cui deve essere verificata la possibilità di reimpiego per un nuovo bando; da 3 a 6 milioni a titoli di interventi del Fondo Italiani di Investimento per la partecipazione al capitale di ipotetiche New.co nell’ambito del costituendo fondo regionale, ovvero interventi diretti sul capitale da parte di Gepafin nell’ambito di del fondo di ingegneria finanziaria del POR FESR;  Ulteriori disponibilità  per l’adeguamento della dotazione infrastrutturale del polo chimico, ovvero per favorire l’insediamento di nuove imprese,  potrebbero essere utilizzate nell’ambito dell’avvenuta procedura di assegnazione del compendio Bosco, fermo restando la necessità di un consolidamento complessivo della posizione finanziaria del Consorzio TNS.  
  • l’emersione del potenziale industriale e di sviluppo legato alle applicazioni della nuova chimica e delle tecnologie dei materiali nel settore dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica. Oltre alle tradizionali applicazioni delle produzioni metallurgiche e chimiche che fin d’ora possono rappresentare un interessante potenziale di applicazione industriale, la presenza nell’area di un player di livello nazionale nel settore delle energie rinnovabili potrebbe consentire lo sviluppo di un vero e proprio laboratorio industriale per la produzione di componenti, sistemi e materiali per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica.
In questo caso l’obiettivo è quello di attivare, nell’ambito del “pacchetto green” del Piano straordinario per la crescita e per l’occupazione di prossima approvazione regionale ,  un’apposita misura di incentivazione agli investimenti delle imprese che intendono realizzare prodotti e componenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per il risparmio energetico.  l’importo stimato per il bando può essere di euro 6.000.000.   Progetto chiave 2: Creare un’infrastruttura di ricerca, sviluppo ed innovazione  coerente con al vocazione industriale dell’area. I progetti operativi sono individuabili nei seguenti:
  • Start up operativo del polo di innovazione con  ampliamento della base industriale rappresentata, tale da ricomprendere l’intero novero delle imprese locali. La gestione delle attività dovrà individuare filoni progettuali d’innovazione in grado di coinvolgere i principali player industriali dell’area.
  Prime risorse assegnate 1.600.000 euro per lo sviluppo del polo d’Innovazione sui materiali speciali e micro e nano tecnologie. Linee di ricerca per i Poli nei prossimi due anni ipotesi 3-6 milioni di euro.
  • Auspicato rafforzamento della presenza dell’Università nell’ambito di facoltà e dipartimenti coerenti con la vocazione industriale dell’area.
  • Necessaria integrazione della presenza dei centri di ricerca privati (ISRIM, CSM, laboratori grandi imprese multinazionali) con le attività del Polo d’Innovazione e dell’Università.
  • Proiezione internazionale del sistema industriale attraverso la partecipazione alla grandi piattaforme tecnologiche europee ed alle iniziative nell’ambito del VII Programma Quadro della UE.
  Progetto chiave 3:  Infrastrutturare il territorio in coerenza con i fabbisogni del sistema produttivo. Nell’affrontare il tema delle infrastrutture per lo sviluppo del sistema produttivo è opportuno selezionare obiettivi e risorse su poche rilevanti questioni aventi carattere strategico per l’intero territorio. 
  • Completamento del sistema logistico territoriale su elevati standard qualitativi e di servizio attraverso l’entrata in funzione della piastra logistica di Terni in un quadro di forte integrazione con il disegno di reindustrializzazione.
Risorse disponibili euro 20.600.000 appalto realizzato, aggiudicazione effettuata.  
  • Completamento del corridoio intermodale Orte Civitavecchia;
  • Specializzare, per esempio, il ruolo del Consorzio TNS in funzione del riutilizzo di contenitori ed aree industriali dismesse a favore di progetti industriali coerenti con le aree di sviluppo produttivo individuate nell’ambito del progetto chiave 1.
   Progetto chiave 4: Sviluppare il capitale umano.
  • Valorizzazione in ambito locale del circuito scuola lavoro a partire dagli ultimi anni dell’obbligo scolastico.
  • Concentrare le opportunità di incontro tra domanda ed offerta di ricerca orientando e specializzando le attività di formazione, long life learning, qualificazione del capitale umano anche su tematiche e funzioni coerenti con le aree produttive.
Assegni di ricerca ed altre iniziative di alta formazione e ricerca valore stimato circa 2.000.000 di euro.
  • Favorire la mobilità internazionale delle risorse umane ricercatori, studenti, dottorandi.
Risorse comunitarie e regionali nell’ambito del progetto Cofund (Umbria unica regione ammessa) circa 1.000.000 di euro.  

La fotogallery necessita di JavaScript e Flash Player. Scarica Flash qui .

Prendere Nota: Tutti i commenti ricevuti saranno verificati dai nostri collaboratori in modo che ogni commento offensivo o non congruente con quanto discusso in questo sito non possa essere pubblicato. I commenti saranno pubblicati solo dopo l'approvazione.
 
HOME PAGE   |   NEWSLETTER   |   SCRIVI A GIANLUCA
© COPYRIGHT 2009-2010 - ROSSIGIANLUCA.IT - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI.