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ECONOMIA; BASELL

ASSESSORE ROSSI PROMUOVE A TERNI INCONTRO CON ISTITUZIONI

08/05/2010 - (AUN) – Perugia, 7 mag. 010 - “Concertare le modalità di gestione delle procedure di crisi della Basell attraverso un coordinamento permanente di tutte le istituzioni umbre”: è la proposta che verrà avanzata dall’assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria, Gianluca  Rossi, alla Provincia e al comune di Terni durante l’incontro che si  terrà  questo pomeriggio a Palazzo Gazzoli.    “Una gestione unitaria dei problemi è infatti - secondo l’assessore regionale - la strada maestra da percorrere per consolidare azioni comuni ed efficaci finalizzate al mantenimento dei livelli occupazionali e a garantire la permanenza dell’attività produttiva nel sito di Terni. Altrimenti – ha detto Rossi, oltre al dramma dei lavoratori e delle loro famiglie assisteremmo alla messa in crisi dell’intero Polo chimico ternano e del suo indotto, con ripercussioni facilmente immaginabili sul tessuto sociale ed economico del territorio. Per dimensioni e portata – ha sottolineato – la questione Basell deve essere valutata di rilevanza nazionale. Ciò in considerazione delle ricadute che la chiusura del sito produttivo, uno dei più grandi del settore dei polimeri e della petrolchimica, che potrebbe avere anche sugli altri due stabilimenti della multinazionale americana in Italia, a Brindisi e  Ferrara. Un effetto domino con esiti moltiplicatori”. La richiesta di un “tavolo politico” avanzata al Governo dalle istituzioni umbre ed il lavoro che la Regione Umbria  sta portando avanti di concerto con gli organismi tecnici del Ministero allo sviluppo economico per trovare soluzioni possibili alla crisi, rappresentano per Rossi “un ulteriore tassello dell’azione intrapresa da istituzioni e soggetti interessati per trovare una via d’uscita positiva all’attuale situazione di stallo e per definire una prospettiva futura. Intanto – ha concluso Rossi, così come chiesto anche dalle organizzazioni sindacali, occorre che il Governo operi una forte azione di pressione sulla multinazionale per il ritiro delle 94 lettere di messa in cassa integrazione delle maestranze e per ottenere una dilazione di tempi sul mantenimento delle produzioni. Ciò consentirebbe di ricercare possibili soggetti disponibili ad investire per nuove iniziative industriali”.

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