AST FACCIA CHIAREZZA E BASTA RINVII SU VENDITA E SMALTIMENTO SCORIE

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Le dichiarazioni attribuite ad AST sul possibile rinvio al 2020 dell’avvio del progetto di smaltimento di una parte delle scorie delle acciaierie di Terni, senza conferimento in discarica e secondo il brevetto che ne prevede il riuso, destano preoccupazione. Nessuno infatti può sottovalutare gli effetti che una simile prospettiva determinerebbe sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista industriale, essendo quella data la stessa che a suo tempo fissò il CEO di Thyssen Krupp Heisinger per la vendita di AST da parte della multinazionale tedesca. Per queste ragioni sollecito anch’io l’azienda e la commissione da essa costituita per le procedure di selezione del soggetto a cui affidare lo smaltimento delle scorie, perché facciano chiarezza su tempi e modalità di realizzazione  del progetto. Si è perso, infatti, fin troppo tempo che rischia di incidere anche sul destino di una eventuale vendita dello stabilimento, tenuto conto degli effetti ambientali sulla conca ternana del continuare a conferire in discarica la totalità delle scorie prodotte, i limiti autorizzativi e l’autonomia della stessa discarica. La scelta infatti di un player internazionale di riferimento del mercato dell’inossidabile non dipenderà solo dalla competitività del sito produttivo ternano ma anche da questi fattori, e per tali ragioni sollecito il Governo nazionale a tenere insieme, nell’incontro che è stato richiesto dalla Regione Umbria, tutti questi aspetti decisivi per il futuro delle acciaierie di Terni e della qualità ambientale dell’area ternana.