TERNI, NO SCORCIATOIE SULLA PIASTRA LOGISTICA, E’ UNA CHIAVE DELLO SVILUPPO

GIANLUCAROSSITERNIPIASTRA

UNA RIFLESSIONE SULLA PIASTRA LOGISTICA TERNI-NARNI ED IL SUO RUOLO PER LO SVILUPPO DELL’UMBRIA

Nel mentre il progetto dell’area di crisi complessa dovrebbe entrare nella fase decisiva e strategica con la cosiddetta “call” ad opera di Invitalia, il tema del potenziamento e del miglioramento del sistema infrastrutturale territoriale non è certo secondario. In particolar modo quello relativo alla base logistica intermodale merci Terni – Narni, che sembra un pò essersi “perso”.

Ricordo a me stesso che, da un punto di vista funzionale, una piattaforma logistica è concepita per rispondere ad una domanda di tipo locale (e Terni non fa eccezione) e in ciò si distingue dagli interporti che, invece, sono progettati per smistare flussi di merci che si muovono su una scala nazionale ed internazionale; d’altro canto, tutti i documenti di programmazione, compresi gli ultimi piani nazionali per la logistica, sono impostati su questa distinzione che prefigura una stretta collaborazione tra la logistica di territorio e quella connessa con i grandi corridoi di transito delle merci di tipo transnazionali e intercontinentali.

Con delibera del 2008 il CIPE approvò il 1° stralcio del progetto definitivo per un finanziamento di circa 23 milioni. Ma le prescrizioni imposte, da risolversi in fase di progettazione esecutiva, il conseguente ridimensionamento, sia per quanto riguarda l’intermodalità ferro – gomma, sia per quanto riguarda l’attività gomma – gomma e la mancata realizzazione di un sistema ACEI per la regolazione automatica dei treni in entrata ed in uscita che richiedeva un investimento regionale aggiuntivo di €10 milioni, rischiano fortemente di pregiudicare l’obiettivo iniziale.

L’ultimo Piano Nazionale della logistica ribadisce l’importanza delle “Piattaforme logistiche territoriali”, ossia, una suddivisione della penisola in grandi aree omogenee entro le quali realizzare le sinergie tra domanda locale e offerta globale; la piattaforma di Terni è inserita nella “piattaforma territoriale dell’Italia centrale”, un grande quadrilatero i cui vertici sono il porto di Civitavecchia, il porto di Ancona, il porto di Pescara, l’interporto di Frosinone. Lungo l’asse Civitavecchia – Ancona, oltre a Terni si trovano l’interporto di Orte, che funge da retroporto di Civitavecchia e l’interporto di Jesi, che funge da retroporto di Ancona.

E proprio lungo quest’asse, venuta meno la strategia di integrazione con l’interporto di Jesi (in grave crisi) a lungo perseguita dalla Regione Umbria, la piattaforma di Terni dovrebbe trovare naturale riferimento nell’Interporto di Orte che, nel frattempo, è divenuto già operativo nel trasporto gomma – gomma e sta per essere operativo (fine 2017) nel trasporto intermodale.

La collaborazione tra la piattaforma di Terni e l’interporto di Orte non è solo auspicabile, perchè coerente nell’ambito delle politiche territoriali che guardano all’area metropolitana di Roma e all’alto Lazio come il cosiddetto progetto Civiter, che sembra scomparso dai nostri orizzonti, ma è anche indispensabile per una serie di ragioni:

l’interporto di Orte si pone come il nodo logistico fondamentale della piattaforma territoriale del “Centro Italia” stante la crisi di Jesi e di Pescara e la debolezza di Frosinone; è strettamente collegato, anche attraverso protocolli, con il porto di Civitavecchia (del quale rappresenta il “retroporto”) e con i più importanti interporti italiani;

due nodi intermodali posti a 24km l’uno dall’altro per coesistere sono costretti ad integrarsi per fare economie di scala posto che, per essere economicamente sostenibile, un terminale intermodale dovrebbe far partire almeno un treno al giorno con 1.500t di merci da trasportare: se pensiamo che tutte le merci potenzialmente movimentabili in Umbria su ferrovia (al netto dell’AST) non sono sufficienti a completare un treno, si ha chiara l’impossibilità di fare da soli;

Una stretta collaborazione con Orte sarebbe importante per Terni anche per il trasporto su gomma, specializzando le rispettive aree di stoccaggio e mirando gli investimenti per l’adeguamento infrastrutturale, tanto più in una situazione dove Terni non ha magazzini coperti e Orte ha già saturato i suoi e si pone il problema dell’ampliamento (che a certe condizioni potrebbe avvenire su Terni).

Tutte ragioni che impongono una forte iniziativa di Regione dell’Umbria, Comune di Terni e Comune di Narni, al fine di evitare scorciatoie di corto respiro sapendo rilanciare coerentemente un asset strategico fondamentale per il sistema produttivo, che si ha l’ambizione di contribuire a rafforzare.